IL COLONELLO MARTINONI

Mario Martinoni nasce a Minusio nel 1896 da Albino, oste e trasportatore. Primo di 12 figli, a 18 anni è costretto ad emigrare per cercare lavoro e si reca a Parigi dove esercita le professioni di: cameriere, garzone e tipografo. Legato agli ambienti lavoratori, conosce le lotte sociali e partecipa a molti scioperi. A Parigi trova anche l’amore e si sposa.

Rientra in Svizzera in occasione della visita militare. Per niente attratto dal mondo dell’esercito cerca di farsi scartare senza tuttavia riuscirci. Arruolato suo malgrado, lavora con impegno. Martinoni, volonteroso, si distingue per le sue capacità diventando presto tenente. Vedendo la possibilità di poter mantenere dignitosamente la sua famiglia, accetta di diventare ufficiale istruttore.La carriera prosegue velocemente: primo tenente, capitano ed, infine, nel 1936, maggiore. Tra i suoi soldati è conosciuto come ufficiale particolarmente esigente. Rude, ma giusto, è amato e rispettato dai suoi sottoposti.

Con la mobilitazione del 1939, il battaglione del magg Martinoni è schierato in Valle Morobbia e, durante il servizio attivo, le capacità del comandante sono messe ulteriormente in risalto. Quando, nel dicembre 1939, il generale Henri Guisan è in visita a Bellinzona, è Mario Martinoni a comandare la compagnia d’onore. In questa occasione i due ufficiali si conoscono e si stimano a vicenda.

Nel 1944 Mario Martinoni riceve il grado di colonnello e il comando di un nuovo grande reggimento, denominato Ticino sud (quasi 3'000 uomini), con il compito di difendere la frontiera dalle possibili violazioni del territorio ticinese da parte di truppe tedesche armate in ritirata dall’Italia. Il 28 aprile 1945 il col Martinoni tratta, con il comando americano, la resa di 300 tedeschi armati - tra soldati e ufficiali delle SS - riuscendo a preservare l’inviolabilità del territorio elvetico e l’incolumità dei militari e della popolazione di Chiasso. Nonostante il successo della missione – passata alla storia come “i fatti di Chiasso” – il colonnello Martinoni viene rimosso dal comando di truppa, che non avrà mai più la possibilità di esercitare. 

In effetti la rimozione dal comando segna per Martinoni, che non avrà più promozioni, la fine della sua carriera militare. Gli viene assegnato un compito amministrativo presso il comando di divisione a Bellinzona come responsabile del reclutamento fino alla fine del suo servizio, lavoro che, nonostante il dispiacere provato per l’assenza di un comando, svolge con l’impegno e la professionalità che lo ha sempre caratterizzato.

Amareggiato per quanto è stato costretto a sopportare in nome dell’obbedienza militare, convinto tuttavia di aver compiuto sempre e solo il suo dovere, Mario Martinoni si spegne nella sua casa di Minusio nel 1981, all’età di 85 anni.

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