LA MOBILITAZIONE
Quando nel marzo 1939 le truppe di Hitler entrarono a Praga, violando il trattato di Monaco, la guerra sembrò a tutti inevitabile. Nella sua seduta del 28 agosto 1939, il Consiglio federale prese i suoi provvedimenti. Si decise la mobilitazione delle truppe di frontiera, della difesa passiva e delle truppe dell’aviazione e della contraerea, la convocazione di una seduta straordinaria delle Camere federali e l’entrata in vigore delle misure d’economia di guerra.
L’Assemblea federale si riunì nel pomeriggio del 30 agosto 1939. Le due Camere votarono il “Decreto federale sulle misure da prendere per la protezione del paese e il mantenimento della sua neutralità”. Nel contempo venne approvata la chiamata alle armi delle truppe di frontiera. Il Consiglio federale ottenne i pieni poteri e fu incaricato di prendere tutte le misure atte a garantire la sicurezza, l’indipendenza e la neutralità svizzera, a tutelare il credito e gli interessi economici del paese e ad assicurare l’alimentazione pubblica.
Poco dopo, il Parlamento elesse, con 204 schede su 229, il generale: il colonnello di Corpo d’Armata Henri Guisan. Egli aveva il compito di salvaguardare l’indipendenza del Paese e l’integrità del suo territorio con l’impiego di tutti i mezzi militari appropriati. Il Consiglio federale si riservava le decisioni più importanti: le dichiarazioni di guerra, i trattati di pace e alleanza, gli accordi militari. Il generale doveva essere guidato dal principio di neutralità in tutte le sue decisioni.
Il 31 agosto 1939 il Consiglio federale fece pervenire a 40 nazioni una solenne dichiarazione di neutralità. Vi si affermava che la Confederazione svizzera avrebbe mantenuto e difeso con tutti i mezzi di cui dispone, l’inviolabilità del suo territorio e la sua neutralità.
Il 1 settembre, giorno dell’attacco alla Polonia, il Consiglio federale decretò la mobilitazione generale di guerra e il sabato 2 settembre, 430'000 svizzeri furono chiamati alle armi. La domenica le prime unità occuparono le loro postazioni mentre il grosso dell’esercito le raggiunse il giorno seguente.